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11月27日 PUCCIANO, CITTA' DI DIO Qualche giorno fa, parlando dell'anno giubilare voluto dal nostro Parroco, Don Antonio Adinolfi, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'elezione a Parrocchia della cappella di San Giovanni Battista in Pucciano, avevo affermato che esso avrebbe dato la possibilità a ciascuno di noi di fare un esame della propria vita individuale e comunitaria. Questo esame non poteva iniziare meglio. Stasera il Vescovo, S.E.Mons.Gioacchino Illiano, che ha celebrato messa in occasione dell'apertura di questo anno giubilare, nonchè delle solenni quarant'ore, nella sua omelia, ci ha fatto meditare sul rapporto tra cristiano e città, laddove per "città" può essere intesa anche una piccola frazione come quella di Pucciano. Partendo dalla differenza tra "città di Dio" e "città terrena" di Sant'Agostino, ci ha fatto notare che noi cristiani facciamo parte di entrambe ed abbiamo il compito di comportarci in modo irreprensibile, sia per amore della Città che per amore di Dio. Da Cristo abbiamo ricevuto quella legge dell'amore che ci consente di raggiungere il bene solo associandoci agli altri e non c'è niente di più bello che ritrovarsi insieme nella celebrazione dell' Eucaristia. Davanti a Gesù, questa sera, erano presenti rappresentanti di ogni fascia di età ed il Vescovo ha elogiato sia il Parroco che la Comunità, che ha definito "viva". Noi del gruppo Adulti siamo stati in chiesa più di tre ore di seguito e, come ha affermato S.E., citando San Gerardo Maiella, ci siamo "ciaciate". In modo particolare egli è rimasto colpito positivamente dai bambini della terza classe che, durante la celebrazione, hanno consegnato e recitato il "Credo". Ha affermato che la cerimonia è stata una delle più belle a cui abbia mai assistito. Mi sono commossa perchè penso che il Credo, dopo il Padre nostro, sia la preghiera più bella e perchè i bambini mi fanno sempre questo effetto. E' già passato un anno da quando i "nostri" bambini di quarta ricevettero e consegnarono il Credo ... durante quest'anno catechistico faranno la prima comunione... Accidenti come passa il tempo! E' il quarto anno che li seguiamo! Io, Antonella e Luisa li sentiamo un po' figli nostri e ci sentiamo volute veramente bene. Mentre ero in chiesa guardavo la grande schiera dei ministranti. Per un attimo li ho rivisti piccoli come quelli che, col braccio alzato, facevano la loro professione di fede, a mo' di giuramento. Come sono cresciuti! Continuano ad essere guidati con amore ... effettivamente siamo una bella comunità. Ma Pucciano è stata sempre così e in questi quarantanove anni di "parrocchia", nonostante non siano mancati problemi, ha prodotto tanto per la gloria di Dio. 11月23日 STORIA DI UNA MATITA - PAOLO COELHOIl bambino guardava
la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò:
"Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di
me?".
11月21日 ANNO GIUBILARE A PUCCIANOEra il 21 novembre 1960 quando il Vescovo di allora, Mons. Fortunato Zoppas, decretò la nascita della Parrocchia “San Giovanni Battista”, situata nel territorio della frazione di Pucciano. Il prossimo anno, quindi, ricorre il cinquantesimo anniversario di questo evento che permise alla nostra comunità di staccarsi da quella di Santa Maria Maggiore e di iniziare un nuovo cammino. Un anniversario rimanda inevitabilmente alla storia e la storia dice che a Pucciano si sono succeduti cinque parroci: Don Salvatore Fernando Faiella, Don Gaetano Marino, Don Alfonso dell’Isola, Don Agostino Santoro e Don Antonio Adinolfi, sacerdoti che non hanno mai fatto mancare il conforto della celebrazione eucaristica alla comunità ed hanno seminato con amore per il regno di Dio e per la salvezza delle anime loro affidate. Il nostro Parroco attuale ha pensato di dare il via ad un vero e proprio “anno giubilare” per ricordare il cinquantesimo anniversario della nascita della Parrocchia. E’ un’idea bellissima e sarà l’ennesima occasione per la crescita nella fede della comunità e per una riflessione sull’importanza della Parrocchia. Ciò coincide in parte con l’anno sacerdotale voluto da S.S. il Papa Benedetto XIV, il cui obiettivo è quello di far percepire sempre più l’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea. Sicuramente ciascuno di noi avrà la possibilità di fare un serio esame della propria vita individuale e comunitaria e certamente non mancheranno iniziative che volta per volta commenterò. 11月15日 Voglia di costruire11月14日 Tempio o vaso? Giovedì scorso in Parrocchia abbiamo continuato la lettura della Seconda lettera di San Paolo ai Corinzi. Due settimane fa avevamo letto l'introduzione ed io avevo avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad un San Paolo un tantino demoralizzato rispetto a quello della prima lettera. Giovedì, leggendo i capitoli tre e quattro, ci siamo imbattuti in una nuova definizione di uomo: "vaso di coccio" che contiene un tesoro. Ero rimasta così entusiasta della definizione "tempio di Dio" incontrato nelle lezioni di catechesi dello scorso anno, che in un primo momento questa definizione non mi è tanto piaciuta, poi la solita riminiscenza scolastica ha fatto capolino nella mia mente ed ho ricordato una spiegazione del professore Danza che insegnava al "Regina Margherita" di Salerno. Era un professore molto bravo, ma superava se stesso quando spiegava la Divina Commedia. Quando ci spiegò il secondo canto dell'Inferno, in cui Dante dice a Virgilio di non essere nè Enea nè Paolo, ( quelli che prima di lui avevano fatto visita all'oltretomba) , il professore ci fece notare che Dante definiva Paolo "vas", "vas d'elezione". Poi ci chiese cosa ci ricordava un vaso, un vaso di coccio e non fu difficile per noi adolescenti rispondere che il vaso ci ricordava la fragilità, (del resto ne avevamo parlato anche quando si faceva la differenza tra Don Abbondio e fra Cristoforo)... Ma il prof , passando dalla Letteratura alla filosofia, aggiunse che un vaso è come un uomo. Sia il vaso che l'uomo sono fatti di terra ed il loro valore dipende da quello che esso contiene. Ricordando queste parole e meditando sulle parole di Don Antonio, posso dire che il cristiano è "Vas Christi" e noi, pur conoscendo la nostra fragilià, dobbiamo prestare sempre attenzione al tesoro che portiamo dentro. Il concetto più o meno è lo stesso del tempio, con la differenza, però, che l'uomo è un essere fragile che sa di essere tale. Questa consapevolezza deve far sì che ci sia un impegno massimo da parte di ciascuno di noi per conservare l'integrità del nostro vaso. |
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